Racconto erotico di Velvet Love

26

Gen

Il Profumo dell’Incertezza

Le luci del bistrot erano soffuse, avvolte in un fumo immaginario di conversazioni a bassa voce e tintinnio di bicchieri.
Maggie controllò l'orologio per la terza volta in cinque minuti.
Aveva scelto un vestito di seta scura che le scivolava addosso sul suo fisico scolpito.
L'appuntamento al buio era una sfida che aveva lanciato a se stessa per aggiungere un pò di pepe alla sua vita.
Poi, la porta si aprì.
Lui non somigliava a nessuno che avesse immaginato.
Si muoveva con una sicurezza discreta, lo sguardo che setacciava la sala finché non incontrò il suo.
Quando si sedette di fronte a lei, l'aria tra loro sembrò farsi improvvisamente più densa.
"Maggie?" chiese lui.
La voce era profonda, con una venatura roca che le fece correre un brivido lungo la schiena.
"Alan? " rispose lei, accennando un sorriso. "Sei in orario. Un punto a tuo favore."
La conversazione fluì con una naturalezza disarmante.
Non c'erano le solite domande banali sul lavoro o sul meteo.
Alan la guardava negli occhi con un'intensità che rendeva difficile concentrarsi sul vino.
Ogni volta che lui sorrideva, Maggie notava come le sue labbra indugiassero appena prima di schiudersi.
Mentre parlavano, Alan allungò una mano sul tavolo, sfiorando "accidentalmente" le dita di lei mentre versava l'acqua.
Fu un contatto elettrico, breve ma capace di accendere un calore improvviso nel petto di Maggie.
Lei non ritrasse la mano; al contrario, lasciò che le loro dita si cercassero sotto la luce fioca della candela.
"Sai," sussurrò Alan, sporgendosi leggermente verso di lei, "le foto non rendono giustizia al modo in cui la luce ti accarezza il collo quando ridi."
Il respiro di Maggie si fece più corto. Sentiva il battito del cuore accelerare, sincronizzandosi con il ritmo lento della musica jazz di sottofondo.
L'attrazione non era più un'ipotesi, ma una forza magnetica che li spingeva l'uno verso l'altra.
Quando uscirono dal locale, l'aria fresca della sera non servì a raffreddare gli animi. Si fermarono vicino a un vecchio portone in pietra, all'ombra di un lampione che tremolava.
"Questo era solo l'inizio, spero..." disse Alan, accorciando le distanze. Sentiva il profumo di lei — vaniglia e qualcosa di selvatico.
Maggie sollevò lo sguardo, incontrando il suo. "Dipende da come decidi di concludere la serata," rispose lei con una sfida silenziosa negli occhi.
Lui non rispose a parole.
Le prese il viso tra le mani, i pollici che accarezzavano gli zigomi, prima di chinarsi lentamente per un bacio che sapeva di promesse e di un desiderio finalmente liberato.
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